distingué

(redirected from distinguere)

dis·tin·gué

 (dēs′tăng-gā′, dĭs′-, dĭ-stăng′gā)
adj.
Distinguished in appearance, manner, or bearing.

[French, past participle of distinguer, to distinguish, from Old French; see distinguish.]

distingué

(distɛ̃ɡe) or feminine

distinguée

adj
distinguished or noble

dis•tin•gué

(ˌdi stæŋˈgeɪ, dɪˈstæŋ geɪ)

adj.
having an air of distinction.
[1805–15; < French, adj. use of past participle of distinguer to distinguish]
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(2) Qualcosa di analogo accadde nel Rinascimento quando si impose la necessita di distinguere tra il campo della storia e il campo della letteratura, tra narrazioni storiche e narrazioni di finzioni: entrambe avevano in comune la narrano, ma una narrava "cose avvenute" e vere (res gestae), e l'altra narrava "cose possibili" e verosimili.
Thomas comes bade to this questio, made popular by the saint from Chiaravalle, and in the De Humanitate Jesu Christi he writes: "Possumus distinguere triplicem adventum Christi: scilicet in carnem, in mentem, et ad judicium: unde Bernardus: "Triplicem adventum Christi novimus"' (qtd.
The text of the law does not make any distinction in this respect, so neither the interpreter is able to make such a distinction, according to the well-known Latin diction, ubi lex non distinguit, nec nos distinguere debemus.
Se il nome, attraverso lettere e sillabe, rappresenta l'essenza dell'originale, e necessario, anzitutto, distinguere i singoli elementi sonori, le lettere, e i singoli elementi di cui la realta e costituita, in modo tale da trovare un rapporto di corrispondenza di uno ad uno (relazione di eguaglianza) o di uno a molti (relazione di somiglianza), come nelle tavolozze dei pittori.
Occorre dunque distinguere la coppia in quanto schema o logica di funzionamento dalla coppia in quanto vissuto (quotidiano) erotico-amoroso: la prima e l'essenza, il destino del desiderio, la seconda e, invece, un'apparenza, una modalita esistenziale derivata dall'altra.
la natura di enti indipendenti vale anche a distinguere !'autonomia universitaria da quella atribuita agli enti locali e alle regioni, ai quali e reconsciuta autonomia politica, da intendersi come capacita di autodeterminazione dei propri fini istituzionali in quanto enti esponenziali di colletivita territorial locali.