proditor

proditor

(ˈprɒdɪtə)
n
obsolete a traitor
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proditor. On the ventral view of the cranium, the first and second PC cumulative variance explained 87%; E.
(26.) quod si stulta negas, index anteacta fatebor, / et veniam culpae proditor ipse meae, / quoque loco tecum fuerim, quotensque, Cypassi, / narrabo dominae, quotque quibusque modis!
Il fatto poi che egli fosse riuscito a salvarsi con la sua famiglia non poteva che favorire la leggenda dell'Enea proditor. Poco consona al mito di Enea, quale si sviluppera soprattutto a Roma, era anche la versione della Presa di Ilio di Arctino di Mileto (risalente forse all'VIII secolo a.C.) (3) e del Laocoonte di Sofocle (4), secondo cui l'eroe abbandonava Troia prima che la citta fosse espugnata dai Greci.
Non sorprende quindi che probabilmente in un contesto di polemica antimariana (Mario aveva sposato una Giulia patrizia) Lutazio Catulo, console nel 102 a.C., rispolverasse nelle sue Historiae Communes il motivo di Enea proditor a fianco di Antenore (16).
Se Seneca nel De Beneficiis si limita ad alludere alla tradizione ostile a Enea (21), decisamente polemica e la presa di posizione di Tertulliano nell'Ad Nationes, che, da un punto di vista ovviamente cristiano, si scaglia contro il culto del Pater Indiges Enea, ironizzando sulla sua pietas e sostenendo senz'altro che egli fu proditor come Antenore (22).
La definizione di proditor et pius sembra per lui la piu calzante.
Sic et [tentator] cathecumenus, si audiat misteria a fideli, [impostor esse incipit] phrenesim patitur; nescit enim quid audiverit et tamen arguit rem ignotam, dictaque irridet: fidelis vero tanquam proditor condemnatur.
Texto: Neque proditor ludas natura erat filius diaboli, et perditionis.
vel Sc: the kyngis traytour proditor regis On the other hand, there were instances where the Scots text expanded the Latin construction.
96v), closely paralleling the situation at San Zaccaria and calling the patriarchal vicar in charge of conventual reforms a "proditor," "usito del seme de Iudda," and "artefice diabolico." Similar instances in Florence are reported by Evangelisti.
It reports the penalty for marrying the queen to be forfeiture of goods for life and death as a traitor (in mortis supplicium, tanquam regis proditor), whereas the statute only threatened forfeiture of goods.
2, 5, 152 (Verres ille uetus prodiTOR consulis, translaTOR quaesturae, auerSOR Pecuniae Publicae): translator neol.