veduta


Also found in: Wikipedia.

veduta

(vɛˈduːtə)
n
(Art Terms) a painting of a town or city

veduta

A painting of a city or town lucid and faithful enough that the location is easily identified.
References in classic literature ?
che non vorrei vivere dopo averla veduta?--who would not wish to live after seeing her?"
What matters most is that those people's lives could and should have been spared, and that that was "un'ingiustizia che poteva essere veduta da quelli stessi che la commettevano" (Sciascia, 1963: 16).
He more or less single-handedly devised what is known in his adopted language as the veduta: without him no Carlevarijs, Guardi, Bellotto or Canaletto; nor, arguably, any Panini or Piranesi.
Despite the absence of stone walls, medieval Rimavska Sobota had a working fortification system consisting of a fosse and wooden palisade surrounding the town with entrance wooden gates at the main access way, My Novohrad wrote."The veduta Nabozenske nepokoje (Religious disorders) from the year 1771 depicts the whole environment.
Tem-se aqui duas especies de espaco: o espaco infinito da paisagem que se prolonga atras da cena religiosa e que visualizamos atraves de uma especie de veduta e as pequenas prateleiras que nos oferecem, em proximidade, a representacao ilusionista dos objetos cotidianos em escala distinta.
Quella Costantinopoli tutta luce e bellezza e una citta mostruosa, sparpagliata per un saliscendi infinito di colline e di valli; e un labirinto di formicai umani, di cimiteri, di rovine, di solitudini; una confusione non mai veduta di civilta e di barbarie che presenta un'immagine di tutte le citta della terra e raccoglie in se tutti gli aspetti della vita umana;" 23).
Instead, he presents a civil figure with irony and self-irony, with his friends and lovers, and with a painfully meticulous veduta of a forgotten Buda surrounding them, which makes those lyrical brushstrokes of the subjective experiences of the past so loveable, and which turns the novel into your hometown.
Smugleviciaus veduta ,,Vilniaus pilys iU pietu puses" ir 1808 m.
Quando occorreva che non era menata alla Santa Messa e che, per compagnia di qualche fanciulla o di altro impedimento, arrivava l'hora di desinare, e mi trovavo non haver recitato le mie solite oracioni, ero scontentissima e mi pareva che il dolore mi stracciasse lo stomaco; ne havendo animo di dire questo mancamento mio al padre mio e madre, che mi chiamavano a benedir et andar a tavola, benedivo la mensa, poi m'ingegnava ritirarmi un tratto in un cantone, dove non potessi esser veduta, et ivi, piangendo, mi percotevo il petto et affrettavo di dir piu volte: " Perdonatemi o Signore" et un Pater Noster et un'Ave Maria al Santissimo Costato, poi camminavo a desinare, ma con tanto dolore che m'era amaro il cibo.